Concerti
"Gli editori discografici ripetono che la pirateria potrebbe distruggere la loro industria. Ne dubito molto, ma se succedesse non sarebbe la fine del mondo.
L'industria del ghiaccio é morta quando si sono diffusi i frigoriferi, e nessuno ne sente la mancanza. La musica, come il ghiaccio, esisteva prima dell'industria, ed esisterá dopo. Perché la societá dovrebbe temere la fine dell'industria del disco?
Per tre motivi, dicono gli editori: perché nessuno produrrebbe musica; perché nessuno la distribuirebbe; e perché gli artisti non sarebbero tutelati.
Ma i primi due motivi stanno venendo meno. Grazie alle tecnologie digitali, non é piú necessario uno studio costosissimo per registrare musica. Quanto alla distribuzione, non capisco come si possa sperare di competere con le nuove tecnologie distribuendo CD. Ormai la prima cosa che faccio quando compro unCD é trasferirlo sul disco rigido. La seconda é dimenticarlo sullo scaffale. Quindi questa industria esiste solo per difendere gli artisti? Ma allora dovremmo chiedere agli artisti cosa ne pensano. Forse scopriremmo che preferiscono curare da soli i propri diritti, anziché venderli ad altri in cambio delle briciole.
La pirateria é una cosa, la tecnologia un'altra. È la seconda, non la prima, che stá mettendo in difficoltá l'industria del disco"
di Paolo Perrotta - Caro Blog - 7 maggio 2005
